Tipologia di Frattura.

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Info e Prenotazioni.

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    frattura del femore Roma

    Le fratture del femore possono interessare diverse porzioni dell’osso e manifestarsi con livelli di complessità differenti, in base all’età del paziente e al tipo di trauma.

    Cosa accade se capita a me?

    In caso di frattura del femore, una visita specialistica consente di definire il trattamento più indicato in base alla sede della lesione e alla stabilità della frattura, pianificando un percorso mirato che integri l’intervento e il successivo recupero funzionale. 

    La scelta del percorso terapeutico, chirurgico o conservativo, viene definita dopo un’attenta valutazione clinica e strumentale. Ogni frattura del femore richiede infatti un percorso personalizzato, orientato alla stabilizzazione della lesione e al recupero funzionale dell’arto.

    Le fratture del collo del femore si verificano più frequentemente nei pazienti anziani e possono compromettere rapidamente l’autonomia nella deambulazione.

    Il collo del femore è la parte stretta dell’osso che collega la testa del femore – la “palla” dell’anca – al corpo dell’osso stesso. Possiamo immaginarlo come il “manico” che sostiene la palla, permettendo all’anca di muoversi liberamente.

    A seconda della localizzazione e della stabilità della frattura, il trattamento può prevedere la stabilizzazione mediante osteosintesi con dispositivi endomidollari o sistemi vite-placca, oppure la sostituzione protesica dell’articolazione dell’anca nei casi in cui la vascolarizzazione della testa femorale risulti compromessa.

    Un trattamento tempestivo consente di ridurre il rischio di complicanze legate all’immobilità e favorire una mobilizzazione precoce.

    Le fratture che interessano la porzione distale del femore possono coinvolgere uno o entrambi i condili articolari: sovracondiloidee e condiloidee (articolari) compromettendo la funzionalità del ginocchio.

    I condili sono le due estremità arrotondate della parte inferiore del femore che si articolano con la tibia, formando l’articolazione del ginocchio. Possiamo immaginarli come due piccole “ruote” che permettono al ginocchio di piegarsi e muoversi in modo fluido.

    Quando questi ‘cuscinetti’ ossei si rompono, è importante riallinearli con precisione per garantire il corretto movimento del ginocchio. 

    L’intervento chirurgico è finalizzato a ottenere una riduzione anatomica della frattura e una stabilizzazione mediante mezzi di sintesi dedicati.

    Una gestione accurata del trattamento e del successivo recupero funzionale è fondamentale per prevenire complicanze tardive come rigidità articolare o artrosi post-traumatica. 

    Le fratture della diafisi femorale sono generalmente conseguenza di traumi ad alta energia e si osservano più frequentemente nei pazienti giovani.

    La diafisi femorale è semplicemente il corpo lungo e centrale del femore, cioè la parte “dritta” tra il collo (vicino all’anca) e i condili (vicino al ginocchio).

    Spesso, tali fratture si presentano in forma scomposta o pluriframmentaria e richiedono un trattamento chirurgico di riduzione e stabilizzazione mediante chiodi endomidollari, che consentono di ristabilire la continuità ossea e favorire una mobilizzazione controllata.

    Nei pazienti pediatrici più piccoli, in presenza di specifiche condizioni cliniche, può essere indicato un trattamento conservativo.