Gonartrosi Bilaterale: artrosi di entrambe le ginocchia.
ORTOPEDICO ROMA · PATOLOGIE DEL GINOCCHIO
La gonartrosi bilaterale è la presenza di artrosi in entrambe le ginocchia. È una condizione frequente nella popolazione anziana e comporta sfide terapeutiche specifiche rispetto alla forma unilaterale. Quando il dolore è presente su entrambi i lati, la pianificazione del percorso — conservativo o chirurgico — richiede una valutazione complessiva che tenga conto di entrambe le articolazioni.
Nella gonartrosi bilaterale entrambe le ginocchia presentano degenerazione cartilaginea, spesso in stadi diversi di avanzamento. Il Dott. Paolo Lucci, ortopedico a Roma specializzato in patologie del ginocchio, valuta ogni articolazione separatamente per definire le priorità terapeutiche e costruire un piano di trattamento coerente per entrambe.
Perchè la Gonartrosi colpisce spesso entrambe le ginocchia.
La gonartrosi ha una componente genetica rilevante che predispone allo sviluppo dell'artrosi in modo simmetrico. Chi ha una predisposizione costituzionale tende a sviluppare artrosi su entrambe le articolazioni dello stesso tipo, anche se non necessariamente nello stesso stadio e negli stessi tempi.
I fattori biomeccanici contribuiscono in modo significativo. Un asse degli arti inferiori alterato — ginocchio varo o valgo bilaterale — distribuisce il carico in modo anomalo su entrambe le articolazioni e accelera la degenerazione cartilaginea in modo simmetrico. Il sovrappeso è un fattore di rischio che agisce su entrambe le ginocchia contemporaneamente: ogni riduzione del peso corporeo beneficia entrambe le articolazioni in modo proporzionale.
Le due ginocchia raramente si trovano nello stesso stadio di progressione. È frequente che una presenti un'artrosi più avanzata e sintomatica dell'altra. Questa asimmetria è rilevante perché orienta la sequenza delle priorità terapeutiche.
Come cambia la presentazione clinica rispetto alla forma unilaterale.
Nella gonartrosi bilaterale il dolore è distribuito su entrambe le ginocchia e può essere difficile da localizzare con precisione. Quando entrambi i lati fanno male il paziente fatica a identificare quale sia il più compromesso e spesso riferisce un dolore diffuso che coinvolge anche la zona lombare e le anche, come conseguenza delle compensazioni posturali adottate per scaricare le articolazioni doloranti.
La limitazione funzionale è generalmente più marcata rispetto alla forma unilaterale perché non esiste un arto sano su cui compensare il carico. Salire e scendere le scale, alzarsi da una sedia, camminare su terreno irregolare diventano attività significativamente più difficoltose quando entrambe le ginocchia sono compromesse.
La qualità della vita peggiora più rapidamente nella forma bilaterale e il rischio di progressione verso la disabilità funzionale è più elevato, soprattutto nei pazienti anziani che non riescono a mantenere un livello adeguato di attività fisica per via del dolore.
Il trattamento: gestire due ginocchia contemporaneamente.
Nelle fasi iniziali e intermedie la gestione della gonartrosi bilaterale segue gli stessi principi della forma unilaterale. Le infiltrazioni di acido ialuronico possono essere eseguite su entrambe le ginocchia, preferibilmente in sessioni separate a distanza di qualche settimana. La fisioterapia e il rinforzo del quadricipite hanno un impatto ancora più significativo nella forma bilaterale perché migliorano la stabilità e riducono il carico su entrambe le articolazioni.
Quando si valuta l’opzione chirurgica, la pianificazione richiede attenzione specifica. Le protesi di ginocchio nelle due ginocchia non vengono impiantate contemporaneamente nella grande maggioranza dei casi. Si procede per stadi: si opera prima il ginocchio più compromesso e sintomatico, si attende il recupero completo — generalmente tre o quattro mesi — e poi si valuta l’intervento sul lato controlaterale.
La chirurgia bilaterale simultanea comporta un rischio anestesiologico e chirurgico significativamente più elevato e tempi di recupero molto più complessi. In casi selezionati può essere valutata in centri con esperienza specifica, ma rimane una scelta non routinaria.
Vedi anche:
Quando valutare la gonartrosi bilaterale con uno specialista.
Un dolore diffuso a entrambe le ginocchia che limita le attività quotidiane. Una diagnosi di gonartrosi già nota su un ginocchio con comparsa di sintomi analoghi anche sull'altro. Una limitazione funzionale bilaterale che progredisce nonostante le terapie conservative in corso. La necessità di pianificare un percorso chirurgico quando entrambe le ginocchia richiedono una valutazione.
DOMANDE FREQUENTI
Con la gonartrosi bilaterale si può ancora camminare?
Sì, nella grande maggioranza dei casi anche con la gonartrosi bilaterale si cammina — spesso con difficoltà crescente con l’avanzare della malattia, ma non si arriva all’immobilità completa. Le attività a basso impatto come le camminate su terreno piano sono generalmente possibili e anzi consigliate. Nei casi molto avanzati con dolore severo bilaterale il supporto di un bastone può ridurre significativamente il dolore durante la deambulazione.
La dieta può influire sulla gonartrosi bilaterale?
Indirettamente sì, attraverso il controllo del peso corporeo. Una dieta che aiuta a mantenere o raggiungere un peso corporeo adeguato è uno degli interventi più efficaci per ridurre il carico sui due ginocchi e rallentare la progressione dell’artrosi. Alcune evidenze suggeriscono anche che una dieta ricca di antiossidanti — frutta, verdura, omega-3 — possa avere un effetto antinfiammatorio lieve che modula la sintomatologia artrosica, anche se l’evidenza scientifica in questo ambito è ancora in evoluzione.
Con la gonartrosi bilaterale conviene fare le due protesi vicine nel tempo?
Il criterio standard è aspettare il recupero completo dalla prima protesi — circa tre mesi — prima di procedere con la seconda. Questo permette al paziente di recuperare una sufficiente autonomia e forza muscolare per affrontare il secondo intervento in condizioni ottimali. Avvicinarsi troppo con i due interventi — meno di sei-otto settimane — aumenta i rischi e complica significativamente la riabilitazione.
Metodo
Un percorso costruito sul singolo paziente
Una visita ortopedica non si riduce alla lettura di una risonanza. Quello che emerge dall’esame strumentale va sempre letto insieme all’anamnesi, alla storia clinica, alle aspettative del paziente e alla sua qualità di vita.
È in questo contesto che la diagnosi acquisisce senso e il piano terapeutico diventa realmente adeguato.
La scelta di concentrare competenza e casistica su due distretti anatomici specifici — anca e ginocchio — non è casuale. Una specializzazione verticale permette un livello di precisione diagnostica e chirurgica che una specializzazione generica non consente: procedure più frequenti, complicanze più note, outcome più prevedibili.
Non sempre il percorso porta alla sala operatoria. Spesso esistono opzioni conservative efficaci che permettono di migliorare la qualità di vita nel breve e medio termine. La decisione, in ogni caso, appartiene al paziente. Il ruolo della visita è fornire le informazioni necessarie per prenderla con consapevolezza.
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