Borsite dell'Anca: dolore laterale e infiammazione trocanterica.

ORTOPEDICO ROMA · PATOLOGIE DELL'ANCA

La borsite dell'anca è una delle cause più frequenti di dolore sul lato esterno dell'anca, spesso confusa con l'artrosi o con un problema alla schiena. Si tratta invece di un'infiammazione della borsa sierosa — una piccola sacca di liquido che riduce l'attrito tra i tendini e le strutture ossee — localizzata in corrispondenza del grande trocantere. Riconoscerla permette di trattarla in modo mirato e rapido.

La borsite trocanterica è la forma più comune di borsite dell’anca. Il Dott. Paolo Lucciortopedico a Roma specializzato in patologie dell’anca, valuta l’origine del dolore laterale all’anca per distinguere la borsite dalle altre condizioni che possono mimarne i sintomi e impostare il trattamento più appropriato.

Cos'è la Borsite Trocanterica e perchè compare.

La borsa trocanterica è una piccola struttura a forma di sacca, ripiena di liquido sinoviale, che si trova tra il tendine del tensore della fascia lata e il grande trocantere — la prominenza ossea palpabile sul lato esterno dell'anca. La sua funzione è ridurre l'attrito durante i movimenti dell'anca.

Quando questa borsa si infiamma — per sovraccarico, per ripetuti microtraumi o per sfregamento del tendine sul trocantere — si sviluppa la borsite trocanterica. La borsa si riempie di liquido in eccesso, si gonfia e diventa dolente, rendendo dolorosi tutti i movimenti che coinvolgono quella struttura.

Le cause più frequenti sono il sovraccarico funzionale negli sportivi — in particolare corridori e ciclisti — le alterazioni biomeccaniche dell'anca come la dismetria degli arti inferiori o il ginocchio varo, e la degenerazione tendinea legata all'età. È una condizione molto più frequente nelle donne rispetto agli uomini, in particolare nella fascia di età tra i quaranta e i sessant'anni. Può anche associarsi a una anca a scatto esterna quando il tendine della fascia lata scavalca ripetutamente il trocantere.

Come si manifesta: il dolore laterale all'anca.

Il sintomo principale è un dolore localizzato sul lato esterno dell'anca, in corrispondenza del grande trocantere. Ha caratteristiche cliniche abbastanza specifiche che aiutano a distinguerlo dal dolore da coxartrosi — che si localizza tipicamente nell'inguine — e dal dolore da sciatalgia — che segue il decorso del nervo sciatico lungo la coscia e il polpaccio.

Il dolore da borsite trocanterica si accentua con la pressione diretta sul trocantere — come avviene dormendo sul fianco interessato — con la salita delle scale, con la deambulazione prolungata e con i movimenti di abduzione dell'anca. Molti pazienti riferiscono che il dolore peggiora di notte, quando la posizione sdraiata comprime la borsa infiammata.

Nella fase acuta il dolore può irradiarsi lungo la coscia verso il ginocchio, mimando una sciatalgia. Questa irradiazione non è di origine nervosa ma tendinea e non va confusa con una radicolopatia lombare, che ha caratteristiche cliniche e strumentali diverse.

Le Opzioni Terapeutiche: dalla fisioterapia all’infiltrazione.

La borsite trocanterica risponde bene al trattamento conservativo nella grande maggioranza dei casi. Il riposo relativo dalle attività che provocano il dolore, la crioterapia locale nelle fasi acute e un programma di stretching della fascia lata e di rinforzo degli abduttori dell’anca sono i cardini del trattamento fisioterapico.

Quando il dolore è intenso o la risposta alla fisioterapia è lenta, le infiltrazioni per l’anca nella borsa trocanterica sono il trattamento di seconda linea più efficace. L’infiltrazione di cortisone nella borsa riduce rapidamente l’infiammazione e il dolore, facilitando la ripresa del programma riabilitativo. L’infiltrazione di acido ialuronico trova indicazione nelle forme croniche o in quelle con componente degenerativa del tendine associata.

Nei casi cronici resistenti al trattamento conservativo protratto, il trattamento chirurgico artroscopico permette di rimuovere la borsa infiammata e, se necessario, di allungare il tendine della fascia lata per ridurre lo sfregamento sul trocantere. È una soluzione raramente necessaria ma disponibile per i casi più complessi.

borsite anca
Valutazione ortopedica per borsite trocanterica e dolore laterale all'anca presso lo studio del Dott. Paolo Lucci a Roma

Quando valutare un dolore di anca con uno specialista.

Un dolore sul lato esterno dell'anca che persiste da più di tre o quattro settimane nonostante il riposo. Un dolore notturno che impedisce di dormire sul fianco interessato. La difficoltà a salire le scale o a camminare per distanze abituali per via del dolore trocanterico. Un dolore laterale all'anca che peggiora invece di migliorare con il tempo.

La borsite trocanterica trattata precocemente risponde in modo molto soddisfacente al trattamento conservativo. Attendere che l'infiammazione cronicizzi rende il percorso terapeutico più lungo e meno prevedibile.

DOMANDE FREQUENTI

La borsite trocanterica guarisce da sola?

Nelle forme acute legate a un sovraccarico temporaneo, il riposo relativo e la riduzione delle attività che provocano il dolore possono portare a una risoluzione spontanea nel giro di alcune settimane. Nelle forme croniche o recidivanti la guarigione spontanea è meno probabile e il trattamento fisioterapico o infiltrativo è necessario per risolvere l’infiammazione e prevenire le ricadute.

Sì. L’ecografia è l’esame di primo livello per la diagnosi di borsite trocanterica. Permette di visualizzare direttamente la borsa infiammata — che appare come una raccolta di liquido intorno al grande trocantere — di valutarne le dimensioni e di escludere patologie tendinee associate. L’ecografia viene utilizzata anche per guidare le infiltrazioni nella borsa con maggiore precisione rispetto alla tecnica a mani libere.

Sì, frequentemente. Entrambe le condizioni possono causare dolore che si irradia lungo la coscia laterale fino al ginocchio. La differenza principale è la localizzazione del dolore massimo: nella borsite trocanterica il dolore è massimo sul lato esterno dell’anca in corrispondenza del trocantere, accentuato dalla pressione diretta; nella sciatalgia il dolore parte dalla zona lombare o glutea e segue il decorso del nervo sciatico lungo la coscia posteriore. L’esame clinico e l’ecografia permettono di distinguere le due condizioni.

Dr. Paolo Lucci, chirurgo ortopedico a Roma specializzato in patologie di anca e ginocchio
Dott. Paolo Lucci Chirurgo Ortopedico in consulto.

Metodo

Un percorso costruito sul singolo paziente

Una visita ortopedica non si riduce alla lettura di una risonanza. Quello che emerge dall’esame strumentale va sempre letto insieme all’anamnesi, alla storia clinica, alle aspettative del paziente e alla sua qualità di vita.

È in questo contesto che la diagnosi acquisisce senso e il piano terapeutico diventa realmente adeguato.

La scelta di concentrare competenza e casistica su due distretti anatomici specifici — anca e ginocchio — non è casuale. Una specializzazione verticale permette un livello di precisione diagnostica e chirurgica che una specializzazione generica non consente: procedure più frequenti, complicanze più note, outcome più prevedibili.

Non sempre il percorso porta alla sala operatoria. Spesso esistono opzioni conservative efficaci che permettono di migliorare la qualità di vita nel breve e medio termine. La decisione, in ogni caso, appartiene al paziente. Il ruolo della visita è fornire le informazioni necessarie per prenderla con consapevolezza.

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  • Artroprotesi totali e monocompartimentali di ginocchio
  • Artroprotesi d'anca
  • Revisioni di artroprotesi di ginocchio e anca

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