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Revisione protesi anca: quando intervenire

Scopriamo insieme quando ricorrere a una revisione protesi anca

L’applicazione di una protesi dell’anca è uno degli interventi ortopedici più diffusi e costituisce una soluzione molto efficace per diverse patologie invalidanti come l’artrosi, l’artrite reumatoide e le fratture del collo del femore, che colpiscono soprattutto le persone anziane.

L’intervento chirurgico procura ai pazienti grandi benefici permettendo loro di mantenere un’autonomia di movimento e svolgere le normali attività quotidiane.

Una protesi totale dell’anca è costituita da due componenti: la coppa acetabolare che va a sostituire l’osso del bacino e lo stelo femorale che sostituisce la testa del femore.

Di norma, la protesi d’anca che viene impiantata non ha alcuna necessità di essere sostituita per tutto il resto della vita del paziente. L’allungamento della vita media delle persone e l’aumentato numero di pazienti giovani che si debbono sottoporre all’intervento hanno però reso assai più numerosi, proprio in questi ultimi anni, i casi in cui si rende necessario ricorrere a un intervento di revisione protesi anca.

revisione protesi anca

 

Cause revisione protesi anca

Nonostante le tecnologie e le tecniche chirurgiche siano sempre più avanzate può succedere che un certo numero di protesi d’anca fallisca. Vediamone insieme le cause principali:

  • mobilizzazione – è un progressivo distacco della protesi dall’osso dovuto a un problema meccanico, ossia un cedimento delle componenti della protesi, o biologico, ovvero un’erosione dell’osso provocato dall’usura dei materiali della protesi.
  • lussazione – per un’eccedenza di movimento la protesi si sposta dalla sua posizione naturale.
  • infezione – l’incidenza è molto bassa ma può succedere che l’apporto di sangue che arriva nel punto d’innesto della protesi non sia sufficiente per combattere la proliferazione dei batteri che continuano quindi a moltiplicarsi provocando appunto un’infezione.
  • frattura – può coinvolgere una componente della protesi o l’osso stesso in seguito a un trauma violento.

Inoltre, nei pazienti più giovani o molto anziani, una naturale usura della protesi stimata tra i 15 e i 20 anni può rendere necessaria una sua revisione.

Una visita specialistica consente al chirurgo uno studio sulle cause del fallimento della protesi articolare e di avere gli elementi per decidere circa la necessità dell’intervento chirurgico e le sue modalità di esecuzione.

 

Diagnosi: quale tipo d’intervento?

Per stabilire l’entità del problema viene effettuato sul paziente un check up completo che comprende: radiografie dell’anca e del bacino, scintigrafia scheletrica, TAC ed esami ematochimici.

Queste indagini consentono di fare una diagnosi e stabilire il trattamento più adeguato per una revisione protesi anca. Si tratta generalmente di un intervento molto più complesso e difficile rispetto all’applicazione della protesi iniziale, che deve andare a correggere una situazione già compromessa.

Alternative chirurgiche alla revisione protesi anca

Esistono alcune alternative chirurgiche alla revisione protesi anca, ad esempio la riparazione o la sostituzione di una parte della protesi danneggiata. Sono tuttavia tecniche poco utilizzate poiché più complesse e con limitati benefici rispetto a un intervento di revisione.

Un’operazione chirurgica che può sostituire la revisione della protesi d’anca viene chiamata artrodesi e consiste nella fusione, tramite placche e viti, degli elementi ossei che compongono l’articolazione dell’anca. Anche questo intervento viene eseguito raramente e solo nei pazienti molto giovani o in presenza di gravissime infezioni. Permette di eliminare il dolore ma il paziente perde l’autonomia articolare oltre che incorrere in un inevitabile accorciamento dell’arto.

Una seconda tecnica è chiamata resezione articolare secondo Girdlestone. Viene considerata come una procedura di salvataggio di fronte a un’anca in cui il tessuto osseo residuo è talmente esiguo da non permettere l’ancoraggio di una nuova protesi o in presenza di una grave infezione. In questo tipo di intervento chirurgico la testa femorale viene rimossa senza essere rimpiazzata per cui, anche in questo caso, il paziente, oltre ad avere una gamba più corta, viene privato dell’articolazione dell’anca.

Intervento di revisione protesi anca

La revisione della protesi d’anca è sicuramente l’intervento da preferire poiché i risultati sono nella maggior parte dei casi eccellenti, sia in termini di attenuazione del dolore che nel recupero di una buona funzionalità dell’articolazione. Ma vediamo nel dettaglio come si procede:

  • Rimozione di una o entrambe le componenti mobilizzate, usurate, fratturate o infette.
  • Ricostruzione dei difetti ossei provocati da un’usura degli ossi che ospitano la protesi.
  • Impianto della nuova componente protesica.

I risultati dell’operazione di revisione protesi anca dovrebbero ricondurre il paziente ad un’ottima ripresa della qualità della vita. Oramai la costante evoluzione dei materiali e della tecnica chirurgica permette di avere protesi d’anca di revisione con una composizione meno invasiva e più duratura del precedente impianto.

Riabilitazione revisione protesi anca

Il percorso di riabilitazione in seguito ad un intervento di revisione protesi anca può avere tempi e modalità molto diverse, nonchè essere particolarmente impegnativo anche rispetto al decorso del primo impianto.

riabilitazione revisione protesi anca Dott Paolo Lucci

 

Generalmente il paziente inizia la riabilitazione a letto, il giorno dopo l’intervento di revisione protesi anca, accompagnato da terapisti della riabilitazione. Attraverso una successione di fasi, la cui durata varia in relazione al quadro clinico del paziente, il fisioterapista insegnerà una serie di esercizi di difficoltà crescente e i movimenti da evitare al fine di non sollecitare eccessivamente la nuova protesi.

Grazie alla collaborazione del paziente il trattamento rieducativo dovrebbe ripristinare una buona articolarità dell’anca e una corretta attività muscolare.

Dove trovare il Dott. Paolo Lucci

Il Dott. Paolo Lucci, specialista in Ortopedia e Traumatologia, opera alla Salvator Mundi International Hospital, all’Ospedale Israelitico e allo studio fisioterapico Fisio Plus Roma, in via Donatello (zona Flaminio).

Se si è manifestato un dolore alla tua protesi e pensi ci sia bisogno di una consulenza per una revisione protesi anca, contattaci qui per richiedere un appuntamento.

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2 Comments

  1. Paolo ha detto:
    22 Marzo 2025 alle 13:49

    Mio fratello 53 anni a seguito di infezione klebsiella e dopo aver usato spaziatore (però tenuto 8 mesi) ora vogliono precedere con il girdlestone, come ultima soluzione. Ho letto sia della fagoterapia e anche della Glacina. Ha senso questo o dobbiamo procedere con l’intervento ( di non ritorno)

    Rispondi
  2. luciano ha detto:
    15 Ottobre 2025 alle 18:24

    Oggi 2025 possibile eliminare la classica protesi anca con la sostituzione di un osso in 3D con una durata illimitata ….

    Rispondi

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